ogni maledetta domenica

questa mattina ascoltavo “la finestra di fronte” programma radiofonico di radio popolare, chiedeva agli ascoltatori se lavorano pure la domenica o se possono permettersi di farla a casa. hanno chiamato persone che fanno dalle 36 alle 68 ore a settimana, sette giorn su sette in tanti.

poi ha chiamato un tizio verso la fine, anche questo ha detto che, causa turni, lavora da domenica a domenica, domenica compresa, al che il conduttore di programma gli chiede come fa con la famiglia e con il resto della sua vita, coi suoi interessi e affetti. lo schiavo ha risposto di essere fortunato perchè dei figli e della casa se ne occupa la moglie.

ecco, quando l’azienda gli avrà succhiato tutte le forze e lo rigetterà alla vita, cosa mai potrà trovare se non dei figli già cresciuti che a malapena si ricorderanno il suo nome, e si sono costruiti una vita dalla quale lui è probabilmente escluso,  e una moglie che invece una vita ce l’ha?

io vorrei che le persone prendessero più coscienza della propria condizione.

più autodeterminazione e meno chiese.

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